Francesca D'Amico | Psicologa • Psicoterapeuta

Il silenzio delle vittime di violenza.

Negli ultimi anni vi è stata un’incredibile evoluzione che ha portato a sensibilizzare sempre più sulla tematica della violenza, sia fisica che psicologica, nonché nei riguardi delle molestie a sfondo sessuale. Nonostante ciò sono sempre molte le vittime -circa otto su dieci- che rimangono nel silenzio e nell’isolamento; non solo non denunciano alle forze dell’ordine, ma non chiedono aiuto e rimangono bloccate in una trama di inenarrabile malessere.

Dietro questo muro di silenzio, cosa spinge a non denunciare ciò che è stato subito, spesso per anni?

Alcuni studi evidenziano che la denuncia, quando il soggetto è uno sconosciuto, viene fatta in maniera più sistematica, soprattutto in presenza di armi e danni fisici, sia da parte di uomini che di donne che la subiscono. Sì, avete letto bene, anche gli uomini possono essere delle vittime. Quando invece la violenza è perpetrata da parte di un familiare o un conoscente, è molto più difficoltoso denunciare, in quanto il vissuto emotivo ed affettivo porta confusione nel dare un’etichetta a ciò che è stato subito: il clima di non chiarezza contribuisce al non potervi mettere fine. 

Trastevere, Roma 2018

Il vissuto della vittima

Inizialmente la vittima viene assalita da una sensazione di estraneità all’accaduto, come se ciò che ha subito fosse impossibile da inglobare con la realtà della sua vita: << non è possibile che sia accaduto a me: è davvero successo?>>. Passano le ore ed i giorni, l’umiliazione inizia a camminare di pari passo con la vergogna, “il senso di sporco” non cessa, anzi, cede il passo all’allagamento emotivo di rabbia, impotenza ed angoscia. Il drastico cambiamento al quale la persona va incontro non passa inosservato, ma essa rimane come bloccata, paralizzata, piombando in una forte depressione. La vergogna, la paura di non essere creduti, la difficoltà a realizzare ciò che è stato subito, porta a non esternare il profondo danno che invalida il suo vissuto. Molte vittime non connotano la violenza con la giusta parola, sono portate a rinnegare che tale atto sia effettivamente avvenuto: è molto più facile dire che sia stato “sesso non voluto”, una sorta di pillola amara, ma più facile da digerire, piuttosto che pronunciare la parola “stupro”. Tuttavia, benché le vittime siano restie a parlarne, da uno studio  emerge che il 70 % si confida con una persona “vicina”, ben l’80% con un amico: allora cosa le blocca per effettuare il passo ulteriore che porta alla denuncia? Se siamo le persone scelte come custodi di questo feroce atto, non mettere in discussione ciò che la persona ci sta confidando, negoziando sulla sua veridicità oppure cercando minuziosamente di ripercorrere gli eventi per capire: c’è solo da star vicini ed ascoltare con estrema delicatezza, consigliare di rivolgersi ai centri anti violenza, ad uno psicologo, dando credito a ciò che la persona porta ed ha vissuto dolorosamente sulla sua pelle. Di fronte alla paura di rivolgersi alle forze dell’ordine, alla sfiducia nel sistema di giustizia, rassicurarle che questo sarà un percorso che non faranno da sole, perché quello che hanno subito è un male atroce, ma che si deve raccontare per poterlo sconfiggere.

Balloon Girl, Banksy.
Palazzo Cipolla, Roma, 31 luglio 2016

Le emozioni che la persona prova: senso di colpa, paura, vergogna, ma non solo.

Il vissuto emotivo che attanaglia è quello del senso di colpa: finché la persona non esce dal condizionamento e dalla paura, resta in preda al dubbio. Liberarsene è un lungo processo, può richiedere molto tempo, andando incontro a innumerevoli ricadute, anche per anni. Per evitare l’angoscia legata ai ricordi della violenza subita, le vittime cercano di controllare le proprie emozioni, apparendo fredde e distaccate, ma ciò è semplicemente un meccanismo di difesa all’estremo dolore, come il ricorrere all’abuso di alcol e droghe, fino al tentato suicidio in alcuni casi.  Necessitano di tempo e pazienza, da parte di loro stesse e di chi le sta vicino in questo lungo percorso. A volte danno l’impressione di aggrapparsi ostinatamente al dolore, quasi di non volerne uscire: in realtà vivono l’intrusione di un ricordo che si infila nei loro pensieri soprattutto quando sono tristi e depresse, in momenti di stress e ansia. Spesso sono persone governate da sentimenti di rabbia, odio e mancanza di fiducia verso se stessi, consapevoli di essere stati condizionati in molte relazioni personali e professionali da questa “bestia nera”. In realtà sono persone dotate di una capacità che non tutti hanno, la resilienza, che permette di auto ripararsi dopo il danno, di far fronte, resistere, ma anche costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita ed il proprio futuro.

Dott.ssa Francesca D’Amico

Psicologa- Psicoterapeuta 

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FIDATI DI ME

A tutti nella vita capita di attraversare momenti di difficoltà, delle battute di arresto che ci fanno sentire inadeguati ed indifesi. 
Spesso si tratta di un periodo di stallo dovuto a circostanze esterne che la persona fatica ad affrontare, in altre circostanze può trattarsi di un disagio più profondo che, nonostante da tempo si cerchi di superare, da soli, non si riesce a vincere.
Una volta riappropriato del suo potere attraverso un percorso psicologico, la persona è in grado di riprendere il proprio cammino in maniera autonoma: per questo motivo non effettuo terapie infinite. 

Penso che uno psicologo debba avere dei campi di specializzazione e non improvvisarsi in qualsiasi ambito.
Attraverso il mio percorso di studi e professionale, possiedo esperienza clinica per problemi di gestione dell’ansia e dello stress, disturbo depressivo, problemi di coppia e dipendenza.
Da anni mi occupo di disagio adolescenziale e sostegno alla genitorialità, convinta che il supporto dell’uno senza l’altro, porti in un vicolo cieco. La famiglia deve essere una risorsa fondamentale nella crescita di un figlio da cui non si può prescindere, ed è proprio lì che è necessario investire se desideriamo evitare di continuare a parlare di disagio e patologia.

Credo fortemente che decidere di intraprendere un percorso di consapevolezza psicologica sia sinonimo di grande forza personale: nella vita tutti abbiamo dei problemi, dallo psicologo decide di andare chi ha deciso di affrontarli.

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PSICOTERAPIA

Se da diverso tempo stai attraversando un pervasivo disagio e malessere psicologico che invalida, in maniera significativa, la tua vita e le tue relazioni, potresti beneficiare  di questo aiuto per ristrutturare la tua persona.

La psicoterapia è un percorso di trattamento dei disturbi psicologici che si realizza attraverso una una serie di incontri con uno psicoterapeuta. Il suo scopo è promuovere un cambiamento tale da alleviare, in modo stabile, alcune forme di sofferenza emotiva. Questo trattamento favorisce la riattivazione di quelle aree che sono rimaste inutilizzate o poco sviluppate, favorendo un funzionamento interno più naturale ed appagante. 

Il ruolo del terapeuta è quello di agevolare il cambiamento della persona, creando un clima di empatia, accettazione e responsabilizzazione, che faciliti l’autorganizzazione della persona.

La psicoterapia aiuta a spezzare quei circoli viziosi di tonalità negativa che allagano il vissuto di molti ed è volta ad aiutare la persona ad affacciarsi ad una conoscenza più profonda delle dinamiche relazionali che la circondano. 
Pensare ad essa solo in termini di disagio, tuttavia, non rende giustizia alla complessità che questo percorso attua. Rappresenta una grande opportunità di crescita personale, un cammino che porta ad una maggiore consapevolezza del proprio modo di essere e funzionare, diventando capaci di operare scelte coraggiose in direzione della propria realizzazione. 

La psicoterapia aiuta le persone a vivere meglio.

TERAPIA DI COPPIA

Nel momento in cui la coppia, da sola, non riesce ad uscire da un momento di forte crisi e problematicità, un valido mezzo di aiuto è quello di ricorrere ad un percorso di terapia di coppia.
Questo tipo di intervento prevede il coinvolgimento di entrambi i partner che, rivolgendosi ad un professionista qualificato, danno voce ai loro pensieri e sentimenti. 

Il focus di intervento è la relazione stessa ed i cambiamenti che possono essere messi in atto per renderla più fluida.
In tale percorso è importante dare alla coppia una nuova chiave di lettura della situazione critica che stanno vivendo, in modo tale da mettere in atto nuove strategie per dialogare. E’ fondamentale, da parte di entrambi, dare libero sfogo a pensieri ed emozioni in modo da identificare e chiarire le aree di disagio. 

Il terapeuta è un mediatore e facilitatore per la coppia, che aiuta a ripristinare il benessere generale in modo da vivere la relazione in maniera appagante. 
Spesso la tempistica con la quale ci si rivolge ad un professionista non è celere e ci si trova a lavorare su situazioni che da lungo tempo navigano in acque incerte e turbolente. E’ buona prassi non lasciare sedimentare a lungo conflitti, frustrazioni e dinamiche disfunzionali, ma chiedere aiuto in maniera tempestiva per non far fossilizzare scomodità e disagi.

All’interno di questo percorso è importante che la coppia impari a salvaguardare un proprio spazio ed una propria realtà, acquisisca maggiore conoscenza e consapevolezza di sé, dell’altro e delle dinamiche interpersonali. 
Affrontare questo cammino per la coppia, in crisi conclamata e non, significa apprendere degli insegnanti per riconoscere l’esistenza di due verità, ascoltare l’altro in modo attivo, creare un luogo ed un tempo per il “noi”.

La terapia di coppia porta alla costruzione di un relazione efficace, capace di stabilire nuovi obiettivi e giungere ad un dinamico equilibrio.

gender

CONSULENZA PSICOSESSUALE

La sfera della sessualità e delle sue derivanti problematiche, emerge dall’intreccio di tre distinti, seppur correlati, sistemi: fisico, psicologico e relazionale. Il ripristino dell’armonico equilibrio fra queste aree assicurerà alla persona, ed alla coppia, una soddisfacente ed appagante attività sessuale.

E’ un aspetto centrale per tutta l’arco di vita e comprende non solo il sesso, ma anche l’orientamento sessuale, le identità ed i ruoli di genere, l’erotismo, l’intimità e la riproduzione, senza dimenticare il piacere. 

La consulenza sessuale è un’attività capace di aiutare le persone in difficoltà ad assimilare le loro conoscenze e trasformarle in stili di vita soddisfacenti e, soprattutto, responsabili.
In base ai dati emersi in sede di consulenza può essere necessario mettere in atto una terapia sessuale centrata alla risoluzione della problematica.

Il primo passo necessario da effettuare in campo di disturbi  sessuali è senza dubbio quello di comprenderli ed accettarli, con uno sguardo propositivo volto alla risoluzione. Quale miglior aiuto se non la consulenza psicosessuale?

SOSTEGNO PSICOLOGICO

Ad ognuno di noi può capitare di affrontare, nel proprio percorso, momenti difficili, periodi di disagio e fasi critiche.
Ci si sente come derubati delle nostre abilità personali di far fronte alle problematiche che la vita ci propone.
Tutto di un tratto possiamo sentirci inadeguati e poco capaci di prendere decisioni importanti, con la diretta conseguenza di una grande frustrazione personale che allaga pesantemente.

Per affrontare questi momenti può essere utile un sopporto professionale che ti aiuti a mettere a fuoco, di nuovo, le tue risorse ed il modo più adatto per uscire dalla condizione di impasse che ti ha avvolto.

Con il sostegno psicologico posso aiutarti a far luce e ritrovare le possibili soluzioni per il momento che stai vivendo, che si tratti di una fase critica di cambiamento personale, professionale, scolastico, o se ti trovi a far fronte a scelte decisive.
Si tratta di un intervento limitato nel tempo, volto ad aiutarti a superare situazioni di blocco. Interviene direttamente a rinforzare le tue risorse con l’obiettivo di dare supporto e alimentare un processo di crescita basato sull’incremento della stima e dell’autodeterminazione per far emergere risorse latenti, riportandoti consapevolmente al tuo empowerment.

E’ importante avvalersi del sostegno psicologico guardando alla crisi come una grande opportunità di miglioramento personale e consolidamento della fiducia in te stesso.