Francesca D'Amico | Psicologa • Psicoterapeuta

LA PERFEZIONE? Per fortuna non esiste.

Per fortuna la perfezione non esiste. Si, proprio così. Consapevole del fatto che molti di voi sono tentati dal ricercarla per se stessi, ma anche per tutto ciò che li circonda, che si tratti di persone o cose.

PERFEZIONE

/per·fe·zió·ne/

Sostantivo femminile.

Il grado qualitativo più elevato, tale da escludere qualsiasi difetto e spesso identificabile con l’assolutezza o la massima compiutezza.                                                                      

Leggendo la definizione tratta da un dizionario della lingua italiana, si evince come l’essere perfetto, privo di errori, mancanze e difetti, faccia gola a chi non ama inciampare in nessun appunto, obiezione o censura.

Cerchiamo di vedere tuttavia cosa si nasconde dietro questo desiderio che in molti ricercano come obiettivo, spesso di vita, che non poco guida i loro vissuti e  relazioni. 

Non aver paura della perfezione, non la raggiungerai mai”
Salvador Dalì

UNO SGUARDO ALLA SOCIETA’ IN CUI VIVIAMO

La società occidentale in cui viviamo è costantemente improntata al miglioramento di prestazioni in ogni campo: lavorativo, sociale, personale, per non parlare dell’aspetto fisico. Il fine ultimo è quello di una continua evoluzione, senza sosta e senza tregua, verso risultati  sempre migliori, all’insegna dell’eccellenza.

Attenzione: ben venga un sano miglioramento, ma quando tutto ciò può divenire disfunzionale? Quando si perdono di vista obiettivi reali, in armonia con l’evoluzione della persona stessa, quando la tendenza diviene quella di ritenere inaccettabile qualsiasi tipo di imperfezione. 

Proprio qui prendetevi una pausa e correte ai ripari. Gli standard a cui auspichiamo devono essere soprattutto ragionevoli e alla portata delle proprie possibilità. 

QUANDO SI PARLA DI “PATOLOGIA”

Un primo requisito è quello di ricercare modelli irrealistici, ma non solo. Se il perpetrare tale ricerca porta ad un malessere di funzionamento della vostra persona, qualcosa inizia a scricchiolare. Standard di comportamento ed aspettative elevate, non pertinenti ad un piano di realtà, sono sinonimo di un malfunzionamento all’interno del vostro essere.

Va bene evolvere, darsi nuovi obiettivi, ma tenete ben presente che non esistono quantità infinite di energia per raggiungerli. Anche perché chi è governato da tale modalità, appena arrivato al traguardo, si pone istantaneamente questa domanda: <<Ok, ed ora che faccio?!>>, senza godere di ciò che ha  raggiunto. 

MA COME SI FA A CAPIRE IN MODO NETTO CHE STIAMO PERCORRENDO I SENTIERI DELLA PATOLOGIA?

Quando interpretiamo l’errore come indice di fallimento: <<Non sono riuscito: non valgo proprio a niente!>>. Parole ed affermazioni come queste devono suonare da campanelli di allarme. 

Pensieri che non assumono la possibilità della sfumatura, ma che viaggiano nella dicotomia bianco/nero, hanno a che fare con una severità eccessiva che poco raffigura un ambiente accogliente ed accettante riguardo alle proprie capacità. 

Il leitmotiv di sottofondo ha a che vedere con una sfiducia nelle proprie attitudini, spesso mascherata da una falsa sicurezza in se stessi nei contesti della socialità: a far da cornice a tutto ciò vi è un timore profondo e radicato, ovvero quello del giudizio altrui.

Nei momenti di forte  crisi un vissuto riportato da molti  è quello della pressione delle aspettative degli altri , soprattutto persone significative all’interno della propria vita: spesso si tratta di genitori e/o partner. 

SOTTOTIPI DI PERFEZIONISMO

Un primo sottotipo di perfezionismo è quello soggettivo, diretto alla propria persona, chiamato autodiretto. L’individuo  si autoimpone standard molto severi che tendono a non commettere  e contemplare errori. Il grande rischio è quello di piombare in una depressione volta a vedere l’errore come una squalifica globale della persona stessa.

In molti casi il soggetto che ricerca la perfezione allaga anche coloro che la circondano: in tal caso si assiste al sottotipo di perfezionismo eterodiretto. Episodi di rabbia ed aggressività  innondano coloro che li circondano nel momento in cui non si attengono alle regole e ai comportamenti dettati come idonei. Ciò porta l’ambiente circostante, lavorativo ed intimo, a vivere un clima di rigidità ed assenza di rilassatezza ed accoglienza: chi circonda queste persone è governato dalla paura costante di sbagliare. 

Vi è un ultimo sottotipo, quello socialmente imposto: <<sarò amato solo quando incarnerò quel modello di perfezione che le persone ricercano>>. Ritengono, in maniera erronea, che gli altri possano avere aspettative elevate nei loro riguardi ed è necessario soddisfare tali standard per ottenere approvazione e amore.

Perfetta.
Demetrio Di Grado.
Street Collagist.
Sicilia

SONO PIU’ GLI UOMINI O DONNE?

Nota importante: contrariamente a quanto generalmente si possa credere, il perfezionismo colpisce in egual misura uomini e donne, di qualsiasi ceto sociale e livello culturale. Abbandonate vecchi e retrogradi stereotipi di genere: il perfezionismo, patologico e non, colpisce proprio tutti, in maniera indistinta.

TIPI DI PATOLOGIA ALL’INTERNO DEI QUALI SI TROVA IL PERFEZIONISMO

Possiamo ritrovarlo nel disturbo ossessivo-compulsivo, soprattutto nei tratti collegati alla paura di commettere errori e di essere giudicati. L’impatto maggiore si ripercuote sulla vita lavorativa e relazionale, connotato da una estrema attenzione all’ordine, all’organizzazione ed alle regole, ovviamente da rispettare, al fine di avere un controllo mentale sulla propria produttività e vita interpersonale.

Tale tratto viene ritrovato all’interno dei disturbi di ansia, nella paura di non essere all’altezza della situazione;  nei disturbi  alimentari si ha il timore di non ricalcare standard di perfezione, che sono in realtà patologici e nocivi, che mettono a repentaglio il benessere della persona stessa. Tale tratto compare anche nei disturbi depressivi ed ha a che fare con la paura estrema del fallimento.

DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITA’

Narcissism Treatment Center.

In persone che presentano invece  disturbo di personalità di tipo narcisistico, il perfezionismo  si mostra sotto la lente di apparire fascinosi, potenti, grandiosi e di successo, per risultare socialmente ammirabili e rispettabili, nonché amabili.

E’ POSSIBILE DISINNESCARE IL MODUS OPERANDI DEL  PERFEZIONISTA? 

Attraverso un percorso di consapevolezza è possibile intraprendere un cammino clinico volto a identificare gli estremi costi, a discapito dei benefici, che le credenze perfezionistiche, di tipo disfunzionale, portano. 

Un primo passo è quello di individuare le attività svolte in modo compulsivo e iniziare ad inserire un andamento  più reale ed umano.

Può essere una buona idea introdurre nella quotidianità comportamenti contrari alla perfezione, volti a fungere da vera e propria sfida alla modalità in atto: sarà un piccolo grande passo per invertire la tendenza rigida della perfezione.

Tale percorso necessita di una grande motivazione ed una notevole messa in discussione senza la quale difficilmente si abbandona il vecchio modus operandi che tanta sicurezza ha dato, ma che inizia ad essere un abito troppo stretto da continuare ad indossare.  

LA PERFEZIONE CHE PER FORTUNA NON ESISTE

Vi siete mai chiesti cosa significhi per voi incorrere nell’errore?  Avete mai esplorato la dimensione del perfezionismo all’interno della vostra vita?

Cercare di migliorarsi è sicuramente un lato positivo da coltivare, ma attenzione a non cadere nella spirale infinita della perfezione che porta ad una visione statica e asfittica della vostra vita. Solo accettando l’imperfezione che fa parte di noi e che ci rende unici ed irripetibili, possiamo impegnarci nel raggiungere i nostri obiettivi realistici, senza ossessionarci nel voler realizzare cose al fuori della nostra reale  portata.  

Fuck Perfection.

Il perfezionista è di solito governato da una costante ossessione, destinata ad una frustrazione in quanto non raggiungerà mai quello che desidera, semplicemente perché non esiste, o, famelico di nuove sfide, non gode dei traguardi nel qui ed ora.

Pensate al mito di Sisifo condannato dagli dei  a spingere un masso enorme fino alla cima della montagna, ma, ogni volta raggiunta la meta, il masso rotola di nuovo a valle: la ricerca della perfezione è una grande fatica che alla fine non porta ad un reale appagamento, ma alla continua  frustrazione e autocritica  che difficilmente vi abbandonerà se non invertite tale tendenza. 

Dott.ssa Francesca D’Amico. 

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FIDATI DI ME

A tutti nella vita capita di attraversare momenti di difficoltà, delle battute di arresto che ci fanno sentire inadeguati ed indifesi. 
Spesso si tratta di un periodo di stallo dovuto a circostanze esterne che la persona fatica ad affrontare, in altre circostanze può trattarsi di un disagio più profondo che, nonostante da tempo si cerchi di superare, da soli, non si riesce a vincere.
Una volta riappropriato del suo potere attraverso un percorso psicologico, la persona è in grado di riprendere il proprio cammino in maniera autonoma: per questo motivo non effettuo terapie infinite. 

Penso che uno psicologo debba avere dei campi di specializzazione e non improvvisarsi in qualsiasi ambito.
Attraverso il mio percorso di studi e professionale, possiedo esperienza clinica per problemi di gestione dell’ansia e dello stress, disturbo depressivo, problemi di coppia e dipendenza.
Da anni mi occupo di disagio adolescenziale e sostegno alla genitorialità, convinta che il supporto dell’uno senza l’altro, porti in un vicolo cieco. La famiglia deve essere una risorsa fondamentale nella crescita di un figlio da cui non si può prescindere, ed è proprio lì che è necessario investire se desideriamo evitare di continuare a parlare di disagio e patologia.

Credo fortemente che decidere di intraprendere un percorso di consapevolezza psicologica sia sinonimo di grande forza personale: nella vita tutti abbiamo dei problemi, dallo psicologo decide di andare chi ha deciso di affrontarli.

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PSICOTERAPIA

Se da diverso tempo stai attraversando un pervasivo disagio e malessere psicologico che invalida, in maniera significativa, la tua vita e le tue relazioni, potresti beneficiare  di questo aiuto per ristrutturare la tua persona.

La psicoterapia è un percorso di trattamento dei disturbi psicologici che si realizza attraverso una una serie di incontri con uno psicoterapeuta. Il suo scopo è promuovere un cambiamento tale da alleviare, in modo stabile, alcune forme di sofferenza emotiva. Questo trattamento favorisce la riattivazione di quelle aree che sono rimaste inutilizzate o poco sviluppate, favorendo un funzionamento interno più naturale ed appagante. 

Il ruolo del terapeuta è quello di agevolare il cambiamento della persona, creando un clima di empatia, accettazione e responsabilizzazione, che faciliti l’autorganizzazione della persona.

La psicoterapia aiuta a spezzare quei circoli viziosi di tonalità negativa che allagano il vissuto di molti ed è volta ad aiutare la persona ad affacciarsi ad una conoscenza più profonda delle dinamiche relazionali che la circondano. 
Pensare ad essa solo in termini di disagio, tuttavia, non rende giustizia alla complessità che questo percorso attua. Rappresenta una grande opportunità di crescita personale, un cammino che porta ad una maggiore consapevolezza del proprio modo di essere e funzionare, diventando capaci di operare scelte coraggiose in direzione della propria realizzazione. 

La psicoterapia aiuta le persone a vivere meglio.

TERAPIA DI COPPIA

Nel momento in cui la coppia, da sola, non riesce ad uscire da un momento di forte crisi e problematicità, un valido mezzo di aiuto è quello di ricorrere ad un percorso di terapia di coppia.
Questo tipo di intervento prevede il coinvolgimento di entrambi i partner che, rivolgendosi ad un professionista qualificato, danno voce ai loro pensieri e sentimenti. 

Il focus di intervento è la relazione stessa ed i cambiamenti che possono essere messi in atto per renderla più fluida.
In tale percorso è importante dare alla coppia una nuova chiave di lettura della situazione critica che stanno vivendo, in modo tale da mettere in atto nuove strategie per dialogare. E’ fondamentale, da parte di entrambi, dare libero sfogo a pensieri ed emozioni in modo da identificare e chiarire le aree di disagio. 

Il terapeuta è un mediatore e facilitatore per la coppia, che aiuta a ripristinare il benessere generale in modo da vivere la relazione in maniera appagante. 
Spesso la tempistica con la quale ci si rivolge ad un professionista non è celere e ci si trova a lavorare su situazioni che da lungo tempo navigano in acque incerte e turbolente. E’ buona prassi non lasciare sedimentare a lungo conflitti, frustrazioni e dinamiche disfunzionali, ma chiedere aiuto in maniera tempestiva per non far fossilizzare scomodità e disagi.

All’interno di questo percorso è importante che la coppia impari a salvaguardare un proprio spazio ed una propria realtà, acquisisca maggiore conoscenza e consapevolezza di sé, dell’altro e delle dinamiche interpersonali. 
Affrontare questo cammino per la coppia, in crisi conclamata e non, significa apprendere degli insegnanti per riconoscere l’esistenza di due verità, ascoltare l’altro in modo attivo, creare un luogo ed un tempo per il “noi”.

La terapia di coppia porta alla costruzione di un relazione efficace, capace di stabilire nuovi obiettivi e giungere ad un dinamico equilibrio.

gender

CONSULENZA PSICOSESSUALE

La sfera della sessualità e delle sue derivanti problematiche, emerge dall’intreccio di tre distinti, seppur correlati, sistemi: fisico, psicologico e relazionale. Il ripristino dell’armonico equilibrio fra queste aree assicurerà alla persona, ed alla coppia, una soddisfacente ed appagante attività sessuale.

E’ un aspetto centrale per tutta l’arco di vita e comprende non solo il sesso, ma anche l’orientamento sessuale, le identità ed i ruoli di genere, l’erotismo, l’intimità e la riproduzione, senza dimenticare il piacere. 

La consulenza sessuale è un’attività capace di aiutare le persone in difficoltà ad assimilare le loro conoscenze e trasformarle in stili di vita soddisfacenti e, soprattutto, responsabili.
In base ai dati emersi in sede di consulenza può essere necessario mettere in atto una terapia sessuale centrata alla risoluzione della problematica.

Il primo passo necessario da effettuare in campo di disturbi  sessuali è senza dubbio quello di comprenderli ed accettarli, con uno sguardo propositivo volto alla risoluzione. Quale miglior aiuto se non la consulenza psicosessuale?

SOSTEGNO PSICOLOGICO

Ad ognuno di noi può capitare di affrontare, nel proprio percorso, momenti difficili, periodi di disagio e fasi critiche.
Ci si sente come derubati delle nostre abilità personali di far fronte alle problematiche che la vita ci propone.
Tutto di un tratto possiamo sentirci inadeguati e poco capaci di prendere decisioni importanti, con la diretta conseguenza di una grande frustrazione personale che allaga pesantemente.

Per affrontare questi momenti può essere utile un sopporto professionale che ti aiuti a mettere a fuoco, di nuovo, le tue risorse ed il modo più adatto per uscire dalla condizione di impasse che ti ha avvolto.

Con il sostegno psicologico posso aiutarti a far luce e ritrovare le possibili soluzioni per il momento che stai vivendo, che si tratti di una fase critica di cambiamento personale, professionale, scolastico, o se ti trovi a far fronte a scelte decisive.
Si tratta di un intervento limitato nel tempo, volto ad aiutarti a superare situazioni di blocco. Interviene direttamente a rinforzare le tue risorse con l’obiettivo di dare supporto e alimentare un processo di crescita basato sull’incremento della stima e dell’autodeterminazione per far emergere risorse latenti, riportandoti consapevolmente al tuo empowerment.

E’ importante avvalersi del sostegno psicologico guardando alla crisi come una grande opportunità di miglioramento personale e consolidamento della fiducia in te stesso.